Per gli italiani casa è sinonimo di famiglia. Dunque affetti, stabilità. E se da tempo ormai la famiglia sta attraversando cambiamenti, piccole rivoluzioni, scossoni e terremoti anche, l’àncora di salvezza rimaneva lì, nelle quattro mura, in quella “casa mia casa mia per piccina che tu sia…”

Mattone, appunto. Quello che ha permesso agli anni Ottanta di prosperare, accompagnati dal refrain d’un miraggio di sicurezza che nemmeno la bolla dei subprime e la crisi che ha generato, ormai otto anni fa, hanno distrutto nell’immaginario generale. Ci voleva invece una direttiva europea – un’altra famelica direttiva europea, cui dare effettività con una legge italiana – a infrangere l’ultima mitologia collettiva. È vero che la proposta è ancora in discussione in Parlamento e che fino all’approvazione definitiva ci si muove ancora nell’ambito del possibile, non del certo, e tuttavia il fantasma nei sogni, incubi, degli italiani ormai ha una forma, dei contorni certi, un numero: 18 (prima addirittura era il 7).

18 come le rate del mutuo non pagate.

18 come le rate non consecutive anche, del mutuo non pagate.

18 rate mancate e, come in un incantesimo cattivo, le banche potranno entrare in possesso direttamente della casa ipotecata dal mutuatario.

Un uragano, una spada di Damocle, se si leggono le statistiche sull’allarme lavoro e si incrociano con i dati che fanno comprendere come la scelta di acquistare un appartamento, con mutui di regola ventennali o trentennali, sia quasi interamente finanziata, per la maggior parte degli italiani, dallo stipendio. E allora? Se accade un imprevisto? Uno di quegli imprevisti così poco imprevisti oggi, con le aziende che faticano, le partite iva che affondano e i consumi che ristagnano?

Qualcosa va escogitato. Anche a livello assicurativo, penso. Qualcosa che sappia fare una fotografia più accurata e adeguata della realtà concreta del singolo caso. Perché diciotto rate sono davvero pochissime se se ne sono sottoscritte 120, 240, 360. Perché può accadere che vengano a mancare i pagamenti quando al termine ne mancavano poche, pochissime, o invece appena contratto il mutuo. Insomma ci sono elementi che  non sono solo dettagli. E ci vorrà qualcuno che a tutto questo pensi. Per proteggere l’ultimo dei sogni degli italiani. Che le Compagnie, mentre in Parlamento si discute, si rimbocchino subito le maniche!