P2P - Peer to Peer - Word on the Place of Missing Puzzle Piece through Magnifier. Selective Focus.

P2P – Peer to Peer – Word on the Place of Missing Puzzle Piece through Magnifier. Selective Focus.

L’hanno chiamata Friendsurance e già nel nome l’azienda esalta la propria vocazione, ovvero quella di infrangere la “corazza” (forse oggi più un esoscheletro d’insetto che il duro guscio della testuggine) che ammanta e appesantisce il concetto stesso di assicurazione. Neanche a dirlo, l’idea è venuta in Germania dove la cultura assicurativa ha davvero molto da dire al resto dei paesi, europei e non. La società, con sede a Berlino, non nasconde la propria vocazione internazionale e sottolinea il piglio innovativo che introduce. Semplificando, l’idea è, come spesso accade, semplice quanto geniale.Il modello proposto viene descritto come P2P, poiché si rivolge a gruppi omologhi, caratterizzati da una medesima età, o composizione del nucleo famigliare, simmetria di reddito, e garantisce, a fine anno, una percentuale di rimborso del premio pagato se l’assicurazione non è stata impiegata per rispondere a sinistri. Insomma si premia la virtuosità. Secondo i dati, che la società con sede a Berlino, e vocazione ora internazionale, ha rilasciato, tra il 2013 e il 2014 più dell’80% dei clienti ha ricevuto in media il 33% dei premi.Nel 2014 a fronte di un esborso di 621,63 euro chi non ha avuto alcun tipo di incidente ha ottenuto un accredito a fine anno di 226,17 euro.La domanda che sorge spontanea è: si tratta davvero di una formula esportabile? Sarà applicabile ad un profilo di clientela in cui sta prevalendo sempre di più la  personalizzazione e il “su misura” anche assicurativamente parlando?

Anna Fasoli