Eccolo, il peggiore dei nemici. Al pari di maltempo, grandine (ma da questo ci si può assicurare), di infestazioni e attacchi di volatili. C’è uno spettro ben più pervasivo che aleggia ora sul settore agricolo e su quello della produzione alimentare in particolare: le tasse.

L’allarme è stato sottolineato durante l’edizione appena conclusa di CIBUS 2012, che si è svolta a Parma. Prima imputata: l’IVA, per cui si parla già di nuovo ritocco per: due punti sulle aliquote del 10 e del 21% che produrrebbero un maggior aggravio per le famiglie di 3 miliardi.

Non bastasse, ci si mete anche il progetto di una food tax su bevande gassate e alcol. Sbandierata nell’ambito delle politiche contro l’obesità, questa tassa ha già molti detrattori. Il suo ammontare dovrebbe essere di di 2,5 centesimi per lattina e 0,5 euro per litro di superalcolico. Complessivamente la tassa anti-obesità porterà nelle casse dello Stato circa 270 milioni di euro. Rappresentanti del ministero e degli industriali dovranno presto incontrarsi per stabilire la riduzione di sodio, acidi grassi insaturi e zuccheri, per esempio, nei cereali, negli snack salati e nelle merendine. Ma si obietta che l’educazione comincia dalle tavole, con famiglie e scuole. Inoltre molte imprese hanno già ridotto zuccheri, grassi, sale e acidi negli alimenti, Federalimentare e Miur conducono il programma "Scuola e cibo" e sono stati inoltre firmati vari protocolli di autoregolamentazione con diverse. Insomma ce n’è davvero bisogno?

A gettare benzina sul fuoco anche la riforma del lavoro che rischia di creare difficoltà al reclutamento dei lavoratori stagionali.

Intanto anche nel carrello i consumi calano e l’inflazione galoppa al 4,6%.

Per fortuna da CIBUS arriva anche una buona notizia: l'export. Che anche quest'anno dovrebbe crescere di circa il 9% a 25 miliardi.