A Vercelli ormai si produce sotto costo. La colpa? Nessun dubbio, secondo gli agricoltori: il riso di Myanmar, Bangladesh, Laos e soprattutto Cambogia, che arriva in Europa a dazio zero e fa collassare il prezzo di quello prodotto in Italia. L’arborio, per esempio, è sceso dai 700 euro alla tonnellata del 2016 ai 300 di oggi. Meno della metà.

E la storia non riguarda un singolo, isolato. La storia è Storia per tutto il comparto, ormai in ginocchio.

Effetti identici su 4mila produttori agricoli significano sistema globale e un sistema che se crolla, rischia di portare con sé un numero enorme di posti di lavoro.

Allora che fare?

Riconvertire i campi a soia o a mais?

Qualcuno ci ha provato, ma se nel Pavese e nel Novarese si può, qui nel Vercellese è difficile. Senza considerare i vincoli burocratici, poi i tempi sono lunghissimi: almeno cinque anni.

E poi? Che ne sarà della tutela del prodotto tutto italiano?