Di natura ormai si riempiono la bocca un po’ tutti. Sono in molti a salire in cattedra pensando di poter spiegare una realtà che, invece, appartiene soltanto a chi la confronta ogni giorno, a chi ha imparato ad ascoltarla. Esce un libro, che si intitola proprio Il mestiere più antico del mondo (editore Fandango, 2011). Lo firma uno che la terra l’ha lavorata, che le ha dedicato il suo impegno e ogni fatica. È la terra di Toscana, quella che appare tra le righe, ma potrebbe essere allo stesso modo il Veneto, o l’Emilia. Nella penna di Antonio Leotti si sprigionano la passione e le difficoltà che attraversano tutta l’agricoltura italiana, stretta tra le pieghe di una normativa sempre più caotica, attraversata dalle “mode” e dai capricci del mercato e accecata dalla crisi economica. Dalle pagine ne esce un ritratto accorato e meraviglioso, una fotografia piena di storia, tradizione, necessità, di questo mestiere talvolta eroico persino, ma semplice. Il mestiere più antico del mondo.