L’invincibile forza dei distretti (e il Prosecco docet)

L’invincibile forza dei distretti (e il Prosecco docet)

Intesa Sanpaolo presenta l’analisi annuale dedica ai distretti.

Giunta alla nona edizione, fa sapere che le cose vanno bene, e sono destinate a migliorare, così mettendo a tacere tutte le “Cassandre” che, in nome della globalizzazione, hanno intonato, troppo presto, un canto funebre.

I distretti italiani stanno bene, davvero bene. Chiudono il biennio 2015-2016 aumentando il fatturato dell’1,4%, a fronte di una crescita del margine operativo lordo del 7,9%.

Cancellati gli effetti della crisi, dunque, e nuovi massimi storici fissati su ricavi e margini unitari.

Numeri alla mano, tra il 2008 e il 2015 i volumi d’affari nei distretti italiani sono aumentati del 3,5%, per un fatturato totale di 550 miliardi, mentre nelle altre zone del paese c’è stata una complessiva flessione del 2,5%. Anche la liquidità prodotta dalle 15mila imprese “di distretto” è cresciuta: dal 6 all’8% sull’attivo patrimoniale.

Il primato?

Al distretto del prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, con un indice di crescita del 92,8 (su un massimo di 100).

Secondo posto per l’occhialeria di Belluno (84,3) seguito dai salumi di Parma (82,7), dai vini dei colli di Firenze e Siena (82,5) e dalla bufala campana (77,6).

Il prosecco veneto ha saputo aumentare i ricavi del 136% tra il 2008 e il 2015.

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2017-03-25T14:13:33+00:00
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