Uomo vs macchina: chi conta di più? Il parere di Anna Fasoli

Uomo vs macchina: chi conta di più? Il parere di Anna Fasoli

Non è un indovinello o uno di quei rompicapo di logica che appassionavano tanto antichi greci e latini. Si tratta invece di un problema che sta attraversando da tempo il mondo assicurativo, specificamente nell’ambito della determinazione del premio per la RC auto. Secondo una recente indagine, condotta da Supermoney, gli indicatori che fanno spostare il carico economico sono prevalentemente legati alla persona: età, sesso, professione, incidenti pregressi, punteggio sulla patente. Così sottolineando, a mio avviso, il vero significato della polizza RC auto: una copertura che non afferisce al veicolo in sé, ma che si lega invece allo stile di guida e di vita della persona che la conduce.

L’unico rischio riguarda i limiti oltre cui quest’indagine sulla persona può spingersi: a rigor di logica anche talune caratteristiche psico- fisiche potrebbero diventare influenti: come l’andamento del sonno, eventuali diminuzioni di udito, la dipendenza o meno da farmaci e simili. Arrivando così in un territorio che per legge è fortemente tutelato dalla privacy. Non solo, non è facile nemmeno  concordare sulla tipologia di strumenti ( e sui soggetti competenti) a rilevare queste caratteristiche.

Insomma si piomba in quel medesimo impasse contro cui ci si scontra quando vanno bilanciati il rispetto delle libertà e della riservatezza del singolo e  la tutela dell’interesse pubblico.

D’altra parte l’eventualità che qualcuno possa subire danni permanenti o perdere la vita perché questi accertamenti sul guidatore non sono stati effettuati in nome della privacy, beh, non può certo diventare una fatalità di fronte a cui chiudere gli occhi. 

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2016-11-23T10:51:38+00:00
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