Ci ha pensato Assurnasirpal II nell’870 a.C. ad imporre il vino (al posto della birra) nella maestosa festa per inaugurare la nuova capitale del regno assiro-babilonese, Nimrud.

10.000 otri di vino contro 10.000 brocche di birra: tanti ne offrì scatenando un mormorio generale per giorni. E Assurnasirpal voleva far parlare di sé.

In Mesopotamia, all’epoca, infatti, di prezioso nettare ne entrava pochissimo, dovendo essere importato dalle terre montuose, a nord est. Per questo costava dieci volte più della birra.

Comincia così la storia del nettare degli dei, osannato dai greci (che, neanche a dirlo, ne hanno fatto una filosofia di vita), esaltato dai (gozzoviglianti) romani, e assurto agli onori della cronaca per il suo potere medicamentoso. Come sostenne Galeno, medico personale dell’imperatore Marco Aurelio.

Sono solo alcuni dei gustosi aneddoti riportati nel brillante volume di Tom Standage, Una storia del mondo in sei bicchieri (Codice edizioni).

Davvero, come si dice, da bersi in un fiato!