La carta vincente in tempi di crisi? Il welfare aziendale, che funziona anche per le famiglie

La carta vincente in tempi di crisi? Il welfare aziendale, che funziona anche per le famiglie

Prestiti, mutui, borse di studio per i figli, tutela della malattie, inserimento lavorativo dei disabili, ma anche permesso per i neopapà, contributi per i figli che frequenta scuole superiori o pubbliche e il rimborso delle spese sul ticket, polizza sanitaria, conti agevolati, oltre a un ampio capitolo dedicato conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con il congedo di paternità di due settimane e rafforzamento del part time…

Ecco le carte vincenti del cd. welfare aziendale, una leva sempre più strategica di vantaggio competitivo attraverso cui le grandi aziende stimolano la fedeltà e la felicità dei loro dipendenti .

E tutti sono contenti. Perché non si tratta di filantropia ma di un verso e proprio sistema con una ricaduta di vantaggio (anche economico) sia per le aziende che per i dipendenti (e le loro famiglie). Basti sapere che, secondo una recente indagine condotta da McKinsey: in presenza di un welfare aziendale aumenta l’engagment index dei lavoratori,  si riducono i tempi di assenza per maternità (anche di 1,6 mesi, con un risparmio di 1.200 euro a dipendente) e per la cura di genitori anziani (una riduzione del 15%, pari a minori costi di 1.350 euro all’anno a dipendente). 

Non solo: la percezione di valore dell’offerta di questi servizi tramite l’azienda è molto più alta di quanto effettivamente l’azienda spenda per metterli a disposizione dei dipendenti. E con un margine davvero più intenso: là dove il costo reale sostenuto dall’azienda è 100, per il dipendente la “sensazione” è che ne abbia investiti per lui ben 170. E cresce, tanto più in tempi di crisi, l’affezione e la voglia di fare bene. 

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2016-11-23T10:51:34+00:00
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