Incentivi e semplificazioni burocratiche per chi si comporta in maniera virtuosa contro gli sprechi alimentari: così la proposta di legge italiana, approdata alla Camera, ribadisce gli stessi principi della “consorella” francese, ovvero la lotta indefessa contro lo spreco di cibo. Però, distanziandosi dalla Francia, privilegia i premi alle punizioni.

insomma chi segue la legge, avrà dei vantaggi. E anche, inutile dirlo, la coscienza a posto. In pratica, che cosa cambia?

Se finora un qualsiasi soggetto economico (impresa, ristorante, supermercato ecc.) che voglia donare eccedenze alimentari deve fare una dichiarazione preventiva cinque giorni prima della donazione, con la nuova legge basterà invece una dichiarazione consuntiva a fine mese.

Un riepilogo, dunque, che garantisca la tracciabilità di quanto offerto, che, nel concreto, diventerà una presentazione di documento di trasporto per il supermercato o degli scontrini per un bar o panificio. E da questi si potrà scaricarsi l’Iva.

L’idea, insomma, è che facilitare economicamente il donatore serva molto di più che perseguirlo. Anche perché, giuridicamente, si tratta di dono. E che dono è se vieni punito perché non lo fai?