Firmato l’8 febbraio scorso il decreto che il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, contenente anche i criteri per conquistare l'accreditamento di corsi e sedi di dottorato. La novità concreta più attesa riguarda la possibilità per gli atenei universitari di stringere convenzioni con le imprese.

L'obiettivo? Portare cervelli dentro le aziende e con la speranza anche di assicurare uno sbocco professionale ai dottori (su 12mila, ogni anno, solo un quarto viene assorbito nelle carriere accademiche). Di più: anche i dipendenti delle aziende potranno accedere ai «dottorati industriali» attivati dalle università.
Per il ministro Profumo questa novità «rappresenta una grande opportunità di collegamento tra il sistema della formazione e della ricerca pubblica e il sistema delle imprese, per creare percorsi formativi di dottorato che potranno essere spesi all'interno delle aziende». 

Interessanti saranno anche le ricadute a livello previdenziale.

Manca solo un ultimo tassello: l’ok della Corte dei conti. Poi le università avranno 45 giorni di tempo per adeguare le proprie regole interne e altri 45 per fare domanda di accreditamento per almeno il 50% dei corsi di dottorato che partiranno con l'anno accademico 2013-2014.