Un libro, scritto dal giornalista Luca Piana ed edito da Mondadori con il titolo “La voragine. La folle scommessa dei derivati di Stato” racconta un capitolo tragicomico della nostra storia, una beffa che rischia di ipotecare il futuro economico di troppi.

Sembra una spy story. Ma non lo è.

Un thriller capace di sbancare il botteghino. E invece chi si ritrova “sbancato” è il risparmiatore.

Nel ricostruire quello che è accaduto e che ancora aleggia come un fantasma sulle banche, i fondi pensionistici, e ogni forma di risparmio, Piana attacca ed è penna abile: “Tutto è cominciato con  una nota di due righe scritta in caratteri  microscopici. Era riportata in fondo alla tabella numero 14 pubblicata dalla banca d’affari americana Morgan Stanley tra gli allegati del bilancio relativo all’anno 2011. La breve annotazione, praticamente invisibile a chiunque non avesse voglia di spendere qualche ora a studiare il documento, doveva rendere conto di un fatto che per gli azionisti poteva essere molto importante, ma che, evidentemente, l’istituto non aveva voluto pubblicizzare in maniera più vistosa. Diceva che, nel giro di pochi giorni a cavallo del Capodanno 2012, i rischi a cui Morgan Stanley era esposta negli affari condotti in Italia erano drasticamente diminuiti”.

Eh già… Volete saperne di più?

Ci vogliono nervi saldi però…