Ho apprezzato la notizia di qualche giorno fa che riportava la decisione di Deliveroo, società londinese attiva nel food delivery, di accordare un’assicurazione unica gratuita per tutti i suoi 35mila ridere,in dodici dei paesi dell’Unione Europea (circa 1.300 in Italia). E l’ho apprezzata perché con evidente chiarezza è stato sottolineato il legame immediato tra lavoro e protezione, tra futuro anche, e quindi previdenza, e prevenzione.

Non si tratta d’un fatto scontato per i non-addetti ai lavori. Anzi per molto tempo la polizza assicurativa è stata osteggiata come un balzello, un costo in più, una tassa persino.

Ma non è così.

E i ragazzi delle consegne che attraversano chilometri di strade trafficatissime, con ogni clima, l’hanno imparato a proprie spese.

Si tratta di una vera e propria svolta-chiave insomma che riporta il concetto di diritto nell’universo dei lavoratori, considerati come sono i ridere autonomi. Né è solo uno specchietto per allodole. Il contenuto della protezione, assicurativamente parlando, è di livello: copertura fino al 75% del mancato introito in caso di inattività temporanea, aumenti dei massimali per spese mediche, dentistiche e per danni a terzi. Non solo: la polizza copre tutti i lavoratori connessi all’applicazione anche per  l’ora successiva al log-off, ovvero il momento in cui si sgancia dall’applicazione e non è più attivo. L’idea è di estendere la tutela anche al rientro a casa.

Se questo rassicura i lavoratori, quanto ai diritti, rende anche più tranquilli i consumatori, che alla app di consegna si rivolgono.