Se Deliveroo garantisce i riders con una polizza. Il parere di Anna Fasoli

Se Deliveroo garantisce i riders con una polizza. Il parere di Anna Fasoli

Ho apprezzato la notizia di qualche giorno fa che riportava la decisione di Deliveroo, società londinese attiva nel food delivery, di accordare un’assicurazione unica gratuita per tutti i suoi 35mila ridere,in dodici dei paesi dell’Unione Europea (circa 1.300 in Italia). E l’ho apprezzata perché con evidente chiarezza è stato sottolineato il legame immediato tra lavoro e protezione, tra futuro anche, e quindi previdenza, e prevenzione.

Non si tratta d’un fatto scontato per i non-addetti ai lavori. Anzi per molto tempo la polizza assicurativa è stata osteggiata come un balzello, un costo in più, una tassa persino.

Ma non è così.

E i ragazzi delle consegne che attraversano chilometri di strade trafficatissime, con ogni clima, l’hanno imparato a proprie spese.

Si tratta di una vera e propria svolta-chiave insomma che riporta il concetto di diritto nell’universo dei lavoratori, considerati come sono i ridere autonomi. Né è solo uno specchietto per allodole. Il contenuto della protezione, assicurativamente parlando, è di livello: copertura fino al 75% del mancato introito in caso di inattività temporanea, aumenti dei massimali per spese mediche, dentistiche e per danni a terzi. Non solo: la polizza copre tutti i lavoratori connessi all’applicazione anche per  l’ora successiva al log-off, ovvero il momento in cui si sgancia dall’applicazione e non è più attivo. L’idea è di estendere la tutela anche al rientro a casa.

Se questo rassicura i lavoratori, quanto ai diritti, rende anche più tranquilli i consumatori, che alla app di consegna si rivolgono.

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2018-05-22T09:44:36+00:00
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