Più assunzioni nel 2018, si legge qua e là, contributi dimezzati per i primi due o tre anni, tetto a 3250 euro e limite di età a 29 anni. Insomma l’idea è che questi giovani un lavoro lo trovino e per davvero. Un lavoro che non costi troppo a chi li assume e garantisca loro di cominciare a versare i contributi.

Già… ma va detto subito che non è e non potrà essere abbastanza. Oggi parlare di lavoro significa immediatamente pensare a previdenza. Una previdenza integrativa che deve partire in sincronia con l’impiego. Anche se è il primo. Anche se ha una scadenza.