I “concorrenti virtuali” come tecnica utilizzano la stessa che impiegherebbero per vendere scarpe, libri, olio o cosmetici. Insomma, i comparatori (ma lo stesso vorrei dire per banche e poste) non hanno il know how specifico assicurativo che noi possediamo. Ed è questo un patrimonio straordinario, una competenza strategica che forniamo al cliente e che fa la grande differenza.
 

Pubblichiamo l'articolo di Anna Fasoli inviato in anteprima a tutti i soci UEA tramite newsletter di dicembre 2013 e poi pubblicato nel mese di marzo 2014 sulla rivista di settore "UEA Attualità"