I numeri sono di quelli che colpiscono, soprattutto in un periodo di stagnazione degli acquisti immobiliari, che non conoscevano simili freni da decenni.

Eppure la ragione di tanto successo è proprio legata al fatto che non immobili si parla, bensì di terreni agricoli, più precisamente messi a vigneto.

Tanto per capirci: un milione di euro per le viti raccolte in un ettaro per il barolo. Poco più della metà (tra i 500 e i 600 mila euro) per il barbaresco. Ma non sono i prezzi il problema. Il problema è che c’è meno offerta che domanda, assicurano gli esperti. E la tendenza sta “divorando” lo Stivale.

I capitali arrivano da fuori: ben 17.286 il conto degli imprenditori stranieri allettati dal Belpaese. In testa alla classifica dei compratori stranieri, agricoltori europei o d’Oltreoceano, che hanno messo a segno un + 11% di presenze da noi. In testa, gli svizzeri (16%), seguiti dai tedeschi (15%). Terza posizione, un po’ staccata, per i francesi, con un 8%. A ruota romeni, americani, inglesi e belgi.

Oggetto del desiderio sempre lo stesso: mettere al sicuro il denaro non più in future o fondi, ma nella terra, quella italiana, che dà il vino migliore del mondo. Se è la Toscana la più richiesta, non sfigurano certo le Langhe, che solleticano palati (e portafogli) cospicui, la Campania, la Sicilia, Lazio e Veneto.

Qualche traino lo dà anche il gossip: Richard Paterson, ex CEO di Warner, ha fatto man bassa a Montalcino, Carole Bouquet ha preferito Pantelleria (dove ha acquistato 12 ettari), Bob Dylan produce vino a Numana, nelle Marche. Per restare in Veneto, da noi è sbarcato l’ex ad di Canal+, Michel Toulouze, che ha impiantato una tenuta vinicola sull’isola di Sant’Erasmo.

Cheer!