Tema: cooperazione agroalimentare. Che cresce, e lo fa con un trend interessante, aumentando le dimensioni delle imprese e rilanciando sui mercati esteri, ma spacca l’Italia, di nuovo, in due.

Questi i dati emersi dall’indagine di Nomisma, che ha appena pubblicato un interessante studio sulla base dei dati di bilancio raccolti dalle coop rappresentate da Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Unicoop.

Se dunque la parola d’ordine è crescita, grazie anche alle fusioni realizzate tra diversi protagonisti, sul territorio si iscrive un enorme, preoccupante squilibrio territoriale. Dati alla mano: il 31% delle coop operano nel Nord Italia e in particolare in Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia. Da sole realizzano  un giro d’affari di 26,7 miliardi ovvero il 77% del totale, che ammonta a 34,8 miliardi.

Di che riflettere, non c’è dubbio.

Ma anche un dato su cui lavorare. Lavorare in un senso assicurativo, intendo, perché, come ha mostrato in maniera illuminante tutto il percorso realizzato durante Expo 2015, la forza della terra si fonda anche su una garanzia di sicurezza. Sicurezza che diventa sinonimo di crescita ed espansione.