Chi lavora in agricoltura di questi tempi deve saper dare soprattutto prova di nervi… saldi.

Non bastava il maltempo, che s’è imbizzarrito con grandine, pioggia, neve.

E nemmeno lo spettro molto concreto della Xylella, che ha devastato l’olivicoltura pugliese con 4 milioni di alberi coinvolti, circa 50mila ettari di uliveti e un impatto sulla produzione di olio d’oliva della Puglia, leader italiana, del 10% circa.

Adesso l’attenzione si concentra sulle macchie nere nella scorza delle arance (tale da renderle invendibili), causate da un fungo identificato sulla produzione tunisina.

Rinvenuto per la prima volta in Australia nel 1895, si è progressivamente diffuso in Nuova Zelanda, Cina sud-orientale, Russia orientale, Indonesia, Argentina, Brasile ed alcuni Paesi africani tra cui Kenya, Mozambico e Sudafrica.

La Coldiretti chiede provvedimenti di stop urgenti.