La chiave vincente per l’agroalimentare post-emergenza? Il made in Italy, certo. Ma scritto con evidenza, e veicolato a chiare lettere attraverso etichette e packaging.

Una recente ricerca dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy su un campione di quasi 20mila referenze ha mostrato come l’etichetta che evidenzi l’origine italiana aumenti le vendite dello 0,7% in presenza del tricolore e del +3,5% con la scritta “100% italiano”.

Grande attenzione sempre per i marchi Doc-Docg che coprono il 2% del fatturato del made in Italy alimentare, con un aumento del 3,4% rispetto al 2018. Né delude il trend delle etichette Dop si è mantenuto stabile con un aumento dell’1,8%.

Il lato oscuro resta il mercato della contraffazione, che ci costa tanto, tantissimo, ma che può essere combattuto solo con una sinergia di attenzioni, leggi, controlli e obiettivi.