Finora si era creduto che la produzione di malware, programmi spia capaci di assorbire dallo smartphone informazioni sugli utenti, restasse relegata al mondo Android.

Errore.

Nemmeno Apple ne va indenne.

Una falla su FaceTime avrebbe permesso anche a utenti di iPhone di ascoltare altre persone prima che rispondano alla chiamata. Insomma come avere una vera e propria “spia”.

Quello degli hacker insomma s’è trasformato in un vero e proprio business industriale. Né è semplice attuare una strategia di difesa, perché gli aggiornamenti del sistema operativo non garantiscono di per sé una protezione sufficiente. Nell’Android Malware Report relativo al terzo trimestre 2018 si legge che, dall’inizio dello scorso anno, sono state rilevati ben 3,2 milioni di app dannose per Android (malware & company), con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un dato che diventa incubo quando si pensa che molti degli smartphone sono aziendali…