Nessuno, se interrogato anche solo così, amichevolmente, lo ammetterebbe, perché quello di parlare al cellulare in auto (non in bluetooth, s’intende) è un brutto e segreto vizio, pari, diciamolo, all’altro, che si dice molto diffuso tra gli automobilisti… che chissà come si trasformano, al volante,  nei bizzosi e terribili moccio setti che forse non sono mai stati nemmeno da bambini.

Comunque, tornando alla strada e alla sicurezza, per capire effettivamente quanti abusino ancora del telefonino quando guidano, l’Asap, la più grande associazione italiana per la sicurezza su strada, ha effettuato un test “dal vivo”: centinaia di associati si sono sparpagliati lungo la rete d’asfalto della nostra penisola, “armati” di taccuino e attenzione. Due mesi di rilevamenti (novembre e dicembre 2013), fasce orarie “calde” le più monitorate (dalle 8 alle 9, dalle 12 alle 13 e dalle 18 alle 19) nei giorni feriali.

Ebbene, che cosa hanno scoperto? “Beccati” 4048 automobilisti colpevoli di parlare al cellulare mentre guidano. Un 12,5% del campione osservato, dicono dall’Asap. E di questi, la stragrande maggioranza è maschio, 75,5% contro il 24,5% di donne, anche se il vizio al femminile cresce in alcune città, raggiungendo il 30% del campione. E si telefona di più in prossimità di zone ad alta frequentazione, come scuole, stadi, centri commerciali.

Italia “democratica” nel vizio: da nord a sud, dalle metropoli ai piccoli centri. Basti sapere che Verona si è attestata tra le “peggiori” (insieme a Forlì) dove la media nazionale è stata ampiamente sforata con punte del 16%. E se non bastasse, anche i guidatori delle due ruote non si astengono: da Roma a Napoli e Palermo è tutto uno squillare su strada.

Un gesto in apparenza tanto sciocco, che è capace di causare danni impensabili, di gravità assoluta. E anche quando ci si mette di mezzo il caso ad aiutare i trasgressori, rimangono i sinistri con i danni civili..una bella gatta da pelare per gli assicuratori.