C’è voluta una fiera di settore, “Asphaltica world”, a fine ottobre a Roma, per fotografare senza troppi giri di parole la situazione (pietosa) delle strade italiane.

In questa occasione, infatti, la Siteb, l’associazione dei costruttori e manutentori di strade, ha reso noto che ci vorrebbe un investimento di cinquanta miliardi di euro per rattoppare l’asfalto del Belpaese, ridotto a un …gruviera. Sebbene sia chiaro che nessuno si attenda un investimento simile tutt’insieme, però la denuncia è di importanza estrema, anche per chi lavora nel settore assicurativo e non può trovarsi a “fare le veci” di un programma d’intervento generale che, evidentemente, non può più aspettare.

Soprattutto, fa sapere la Siteb, a versare in pessime condizioni sono le reti stradali trasferite dall’Anas alle province nel 2000. Quelle arterie extraurbane che hanno, dunque, portata limitata e per cui non si è mai impiegato, da parte delle casse vuote locali, un vero e proprio piano di ripristino. Insieme a queste “cenerentole”, le tratte di competenza comunale.

In tutto circa 450.000 chilometri che noi cittadini percorriamo, con il bello e il cattivo tempo,m per arrivare a casa o nei luoghi di lavoro. E rispetto a cui ormai ci sarebbe bisogno ovunque di cartelli con scritto, a caratteri cubitali: “Attenti alle buche”.