La chiave di volta sta tutta in quella formula: contratto-base, ovvero la polizza-tipo con clausole e coperture assolutamente uguali per ogni compagnia.

Lì dovrebbe diventare più facile comparare le offerte tra compagnie e capire chi dà vantaggi maggiori.

Niente di nuovo, invero, se si considera che la nozione era già stata introdotta con il decreto sviluppo di cinque anni fa (Dl 179/2012). Eppure i contenuti precisi non erano stati determinati.

Oggi viene in aiuto la cosiddetta legge sulla concorrenza che modifica il Codice delle assicurazioni introducendo l’articolo 132-bis, che obbliga gli intermediari assicurativi a informare chi sta per firmare un contratto Rc auto sulle offerte di «tutte le imprese…di cui sono mandatari».

E queste offerte devono riguardare proprio la copertura prevista dal contratto-base, in modo da essere immediatamente confrontabili.