Metti una sera a cena, un po’ troppo alcolica e ci si mette al volante di una bici elettrica. Beh, a rischiare è la patente di guida.

Non si tratta di finzione, caso di scuola, ma di una vera storia accaduta a un ciclista toscano che, beccato in flagrante, aveva patteggiato vedendosi revocare la patente. Turbato dall’inghippo in cui si era invischiato, però, ha pensato bene di mutare posizione, sottraendosi all’ammissione e, grazie a un  regolamento UE, si è “salvato”.

Infatti in regolamento europeo del 2013 che equipara le biciclette a pedalata assistita con potenze superiori a 250 W ai veicoli a motore (sia pure elettrico), con conseguente obbligo di guida con patente, di immatricolazione e di assicurazione RCA. Se la potenza, invece, è inferiore la classificazione di competenza è quella dei velocipedi. E il suo rientrava in questo secondo gruppo.

Naturalmente il vero ago della bilancia lo ha fatto l’avvocato, senza la cui abilità il ciclista non avrebbe avuto nessun “santo” in… Cassazione.

La morale? Quella di buonsenso è che è meglio andare a piedi se si è brilli.

Quella assicurativa: che è meglio sottoscrivere una garanzia accessoria Tutela Legale, così da accaparrarsi nel caso i migliori avvocati.