Ha sfiorato la bagarre nientemeno che di fronte al Tribunale UE l’insolita querelle che ha visto fronteggiarsi (e ancora la storia non è finita) il consorzio del Chianti classico, celeberrimo vino prodotto nell'area storica tra Siena e Firenze (da non confondersi con quello dei “cugini” del Chianti Docg ottenuto dai vigneti di una zona allargata) e la federazione francese di rugby. 

 

La “colpa”, se così si può dire, è di un galletto, quello nero, che riproduce un disegno presente sulla formella del Vasari che si può ammirare nel capoluogo Toscano, a Palazzo Vecchio, nel soffitto della «Sala dei Cinquecento». Ebbene, quello stesso gallo lo voleva registrare la Federazione francese del rugby, depositandolo, nel 2007, all'ufficio marchi, disegni e modelli di Bruxelles (Uami). A quale scopo? Ebbene sì, per vendere una bevanda alcolica.

Apriti cielo! Come possono questi atletici concorrenti credere davvero di poter usare, in una terra dedita al vino come la Francia, un simbolo così noto senza essere quantomeno sospettati di volersi valere delle glorie italiane? E tanto ha detto, tanto ha fatto: il consorzio del Chianti classico ha impugnato la decisione di Bruxelles che concedeva l’uso del gallo ai francesi, ottenendo, intanto, dal Tribunale UE una prima sentenza  a favore. Insomma, viene proprio da dire, meta realizzata!