Ammettiamolo, quella di farlo per i bambini è solo una scusa.

Alzi la mano chi non si lascia ancora incantare dalle luci degli abeti colorati, veri o ecologici che siano, dal profumo dello zucchero che ricopre le mandorle, che accarezza le ciambelle o fa capolino dai biscotti?

Insomma non sarebbe Natale senza quell’insieme di simboli che non sempre rispondono alla “frenesia dei consumi”, quanto piuttosto alla voglia di continuare a sognare.

E se ormai antropologi e saggi di sociologia evidenziano con sempre maggiore forza l’importanza di rimanere legati ai riti di passaggio che accompagnano, nelle diverse stagioni dell’anno e della storia, le nostre esistenze, ecco che a dare un tocco in più al “Natale dagli occhi grandi” anche quest’anno la tappa obbligata dei nostri preparativi è nei vivai, nelle floricolture e in tutte quelle splendide realtà, ispirate alla tradizione del Nord Europa e ora divenuti tradizione anche da noi. Basti un giro nella zona della splendida piazza Dante e dintorni.

La caccia al Natale comincia da qui…

http://www.nataleinpiazza.it/2013/