Tra gli effetti della pandemia uno rischia di minacciare ancor più il nostro benessere, ed è quello legato al vino. Vino che ci rincuora, che ci rassicura, che ci delizia, che ci impreziosisce di sapori e di nuova cultura. Tuttavia quest’estate ombre si addensano sul tema vendemmia. Perché? Ogni anno sono circa 65 mila i lavoratori occupati nelle operazioni, molti stranieri. Ma, fa sapere Coldiretti, se come d’abitudine si comincia a raccogliere già ai primi di agosto, come la mettiamo con la manodopera?

Né c’è da scherzare se si considera che i mesi di lockdown hanno letteralmente mandato in fumo due miliardi di ricavi, annullando, in meno di cento giorni, una crescita realizzata in ben cinque anni.

Una soluzione, anche se non immediata, potrebbe venire dalla tecnologia, capace di rendere anche le nostre campagne sempre più competitive. Tanto che la cosiddetta agricoltura 4.0 vale oggi da noi 450 milioni di euro, ma si limita al 10% della superficie coltivata.

La strada insomma è aperta, ma ci vogliono incentivi, sgravi. Insomma progettare il futuro.