Segna un +50% tondo tondo la crescita del fatturato del Consorzio Valpolicella per l’anno 2017. Ma non ci si ferma qui. Gli obiettivi sono ancora molti e fortemente orientati a valorizzare gli 8mila ettari di un vigneto che garantisce una produttività tra le più alte in Italia e un giro d’affari che supera i 600 milioni di euro.

Ma come spesso accade, l’alto valore chiama anche importanti costi per difenderlo. E a bilancio il Consorzio deve destinare un importante capitolo di spese dedicato alla tutela della denominazione. In Italia come all’estero.

Basti sapere che lo scorso anno il Consorzio ha perseguito legalmente 17 tra false denominazioni e utilizzi impropri e illegali della denominazione in 12 mercati; dall’Ue alla Cina, da Danimarca e Svezia alla Francia fino all’Armenia e al Regno Unito. Tra le denominazioni in causa spiccano quelle di Ca’ Amarone, Ripassa, Vinocella – Valpolicella Style, Primarone, Aminirone, Gran Marone.