La domanda più forte per le nostre floricolture arriva dall’estero, che segna un aumento del 33% – da record – del made in Italy all’inizio del 2021. Se il settore ha sofferto e molto durante la pandemia, oggi il pensiero, anche nel Recovery Fund, “vede” più verde che mai. Sono stati stanziati 330 milioni di euro da destinarsi in via esclusiva alla «tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra-urbano».

La promessa è che ci troveremo 6,6 milioni di alberi su 6.600 ettari di foreste urbane, ed è l’obiettivo minimo indicato.

Insomma una buona notizia in un periodo turbolento, che ci fa sperare di trovare non solo più quiete e aria buona nelle nostre città, ma anche di veder ripartire come merita uno dei settori più interessanti dell’economia nostrana, capace di dare lavoro a 200mila persone con una produzione annuale che ammonta a 2,7 miliardi di euro.

E se non bastasse a chiarirne il valore strategico, un libro appena pubblicato da Nottetempo, “Come pensano le foreste” di Eduardo Kohn, introduce a una nuova idea del rapporto tra uomo e natura.