Non fate l’errore di sottovalutarlo.

Non è solo francese, e no, non va bene esclusivamente nelle sere d’estate. Il vino rosa, scritto proprio così, senza accento e senza i vezzi dei cugini d’Oltralpe, si candida a diventare la star delle nostre tavolate.

Cinque almeno le punte di colore: rosa tenue, chiaretto, ceraiolo, rosa corallo e rosa intenso, che attestano una gamma altrettanto differenziata di gusti.

Così in tutta Italia, complice soprattutto un’imprenditoria femminile che a questo tipo d’uva e di vino si è dedicato, il rosa si candida a diventare una vera alternativa al bianco e al rosso, accarezzando i gusti e solleticando i palati, anche i più esigenti.

Dal Chiaretto Dop della zona veronese, giù lungo lo Stivale, passando dalla Toscana alla Campania, fino al Malvasia Rosa siciliano, il viaggio è di quelli che valgono la pena. Arricchiscono la memoria delle cose felici, un po’ come la madeleine raccontata da Marcel Proust nella sua Recherche.