Il 2019 sarà ricordato, tra le altre cose, come l’anno degli indennizzi per black-out. Sì, proprio quelli che spengono la fornitura elettrica isolando per ore aree, industrie, abitazioni. Si stima che lo scorso anno le compagnie che forniscono il disservizio abbiano corrisposto ben 118 milioni di indennizzo, contro i 45 del 2018.

Come si ottengono?

Direttamente in bolletta.

A stabilirlo l’Autorità per l’energia elettrica che ha istituito dal 2009 un meccanismo di rimborsi automatici.

Dunque non è necessario farne richiesta.

Quando sono dovuti?

Dopo 8 ore di interruzione continuative per i Comuni con più di 5 mila abitanti e dopo 12 ore continuative per i comuni con meno di 5 mila abitanti.

A quanto ammontano?

Da un minimo di 30 euro fino a un massimo di 300 euro per tre giorni di stop.

A corrisponderli è il Fondo Eventi Eccezionali se come conseguenza di un evento meteorologico di natura eccezionale o da guasti e incidenti imprevedibili. Se, invece, la fornitura si interrompe per colpa del distributore, saranno le società distributrici a spendere.