Non è più solo questione di necessità, ma di un nuovo stile. Se la spesa si fa low cost per cinque italiani su sette – dunque per quasi il 71,5% della popolazione – significa che qualcosa è davvero cambiato.

Il dato è rimbalzato sulle pagine dei quotidiani a seguito di un’analisi condotta dal Centro studi Unimpresa, su un campione tra i 18mila esercizi commerciali associati. Che ha messo nero su bianco qualcosa che è sotto gli occhi di tutti: la tendenza a spendere con oculatezza, a vagliare, confrontare, privilegiare le offerte speciali, che consentono di acquistare prodotti di qualità con ribassi dei prezzi superiori anche oltre il 30% rispetto al listino ufficiale. Non sfugge nessuna categoria di genere di consumo: dagli alimenti alle bevande, dai prodotti per la casa all’abbigliamento.

Scegliere questa politica di spese ormai è “costume nazionale”. A segnalare che il risparmio torna tra le priorità degli italiani (lo dicono anche gli ottimi risultati dei fondi di raccolta),e non (sempre) perché di denaro non ce ne sia, ma perché esprime un segno di rispetto per la fatica che si fa a guadagnarlo, a metterlo da parte.

Insomma è una mentalità che riaffiora, dietro a carrelli più “pensati” e meno pesanti. La buona vecchia mentalità della spesa oculata. E così gli acquisti low cost nel primo trimestre del 2014 si impennano, crescendo del 60%.

Mentre i soldi risparmiati vengono destinati ad acquisti duraturi di servizi, e di sicurezza. Fondi pensione, polizze vita, o per la salute. Perché sul futuro si deve investire.