Si chiama “social leading” ed impazza in tutto il mondo, ma in Italia stenta ad attecchire.

Con questo nome si definisce quel fenomeno secondo cui privati prestano denaro ad altri privati attarverso le piattaforme online. Capolista del successo di questo nuovo business l’Europa del nord, soprattutto i paesi scandinavi e la Gran Bretagna. La pratica però viene dall’America, dove il mercato ha registrato ben 34 miliardi di dollari prestati in questo modo, contro gli 11 dell’anno scorso.

Da noi, invece, afferma uno studio di Sda Bocconi, commissionato da Crif, raggiungiamo a stento i 23 milioni e solo due sono le piattaforme attive. Nomi come “Prestiamoci” o “Smartika” dicono insomma ancora poco a troppi…

Eppure le stime danno tassi di crescita interessanti, soprattutto perché i dati relativi ai debitori in default paiono essere molto più incoraggianti che quelli resi noti dalle banche italiane. Tanto che si affacciano nel nostro mercato anche gli stranieri. Primi i francesi, che arriveranno nel 2016 con la piattaforma “Prêt d’unione”. Staremo a vedere…