Ci avevamo creduto, e molto, ci avevamo proiettato sopra i migliori pensieri, le attese, quel senso di futuro tranquillo e stabile di cui si ha bisogno per affrontare anche le fatiche quotidiane. 

 

Ma l’anno che si è appena concluso fa fatto piazza pulita di ogni (residua) speranza: a dirlo sono i numeri, implacabili e miopi come il solito. Ma tant’è: inchiodano, in una fotografia, a chiare lettere, quello che per ciascuno deve essere stato un percorso arduo, rabbioso, infine accettato: il sogno della casa se ne va… in soffitta.

Secondo l'Osservatorio immobiliare di Nomisma, in un solo anno, dal 2011 al 2012, la percentuale di famiglie che sono ricorse al prestito bancario per l'acquisto della casa è precipitata di 13 punti, dal 66,3 al 53,3 per cento. E la causa è una, e una soltanto: «Per le famiglie italiane siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale» ha commentato il vicedirettore di Bankitalia, Salvatore Rossi, al convegno Abi "Credito al credito". E quando si arriva a raschiare il barile, si sa, sono proprio i sogni a rimetterci.

Tuttavia, poiché la domanda abitativa rimane (il fabbisogno insoddisfatto ammonta, secondo l’Ance a circa 596mila abitazioni), bisognerà trovare nuove soluzioni. La sfida passa dunque nelle mani dei grandi attori del sistema. E speriamo che si mostrino all’altezza!