È il grande assente: a causa della pandemia, il turismo si è rivelato la voce che, nella sua mancanza, ha pesato in maniera fortissima sul nostro Pil. Confesercenti snocciola i dati, che sono implacabili: «nel 2020 le presenze turistiche in Italia sono scese da quasi 437 milioni a 203 milioni, con una contrazione del 53,3% e un ridimensionamento della spesa stimabile in 88 miliardi di euro». Le cose non sono cambiante in questo primo scorcio del 2021: «gli andamenti a oggi osservati determinerebbero a fine anno – pur ipotizzando una graduale normalizzazione nell’avvicinamento all’estate – un’ulteriore perdita di quasi 15 milioni di presenze (-20,9% sul già drammatico 2020)».

L’analisi dell’Istat sulle città d’arte è decisamente peggiorativa: crolli del 75% delle presenze per tutto il 2020, tenuto conto che l’utenza principale è straniera e gli stranieri sono letteralmente sparito.

Il settore assicurativo ha ideato strumenti per mettersi dalla parte degli operatori del turismo che vogliono riprendersi. Ci sono polizze ad hoc studiate con indennizzi nel caso di maltempo per gli stabilimenti balneari, per esempio, insieme ad altre formule ideate con ricadute concrete. Perché è davvero tempo di ripartire.