Da qualche parte bisognava trovarli, e così il “tesoro mancante” per il rinvio di Imu e aumento dell’Iva è stato attinto persino…dalla pausa caffè.

 

Sembra uno scherzo ma non lo è: così si è proceduto, aumentando le “poor tax”, come le ha chiamate il prestigioso Wall Street Journal, conosciute anche come “pocket tax” perché incidono sulle (non poi così piccole ormai) spese quotidiane. Ecco che comincia lo Slalom quotidiano tra i balzelli invisibili (ma neanche troppo).

Dalle macchinette per la pausa caffè che distribuisce merendine e cappuccini negli uffici – aumentata l'Iva che passa dal 4 al 10%. Con relativi aumenti e un gettito di 104 milioni all'anno -ai gadget allegati alle riviste, passando per le marche da bollo – la voce più colpita – fino alla più dolorosa Robin tax sull'energia anche per le piccole aziende, ecco che si sono materializzati i ben 550 milioni necessari a supportare gli intereventi in agenda per il governo. E ancora non è stata quantificato l’importo della mini accisa sui carburanti(lo determinerà con un provvedimento dell'agenzia delle dogane) che farà aumentare benzina e gasolio. Di quanto ce lo diranno. Di sicuro, sappiamo già che cresce, com’è inevitabile, il malumore generale.