Non si tratta certamente di un “malato immaginario”: i 334mila bar e ristoranti italiani – tanti, tantissimi, 1 ogni 181 residenti, ovvero il tasso più alto in Europa – hanno ricevuto una fortissima scossa dalla pandemia. E la sola strada per consentire un rialzo è stata appunto… la strada, ovvero consentire a tutti di conquistare uno spazio fuori, all’aperto.

Da una parte, si tranquillizzano i clienti, dall’altro si spera di fermare l’emorragia di attività. Secondo Confesercenti, tra il 2020 e il 2021, tra commercio al dettaglio pubblici esercizi e attività ricettive il saldo – negativo – tra nuove iscrizioni e cessazioni raggiunge un -52.310 unità. Che, moltiplicate per i posti di lavoro, danno una cifra mostruosa.

“Andare fuori”, all’aperto, può essere una buona strategia, soprattutto perché gli spazi sono stati ampliati, semplificato l’iter di occupazione e attenuati i controlli.

Resta però cruciale il tema della sicurezza. Pertanto ogni attività di somministrazione dovrebbe controllare di avere nella propria polizza tutte le cautele e le protezioni necessarie a questo. Solo così un’opportunità non si trasforma in un costo ulteriore, e talvolta, senza la dovuta e accurata garanzia assicurativa, sono davvero… dolori.