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La crisi si combatte con l’innovazione. L’esempio del Veneto.

La crisi si combatte con l’innovazione. L’esempio del Veneto.

La spesa è superiore alla media nazionale: in Veneto le aziende destinano alla ricerca e sviluppo (R&D) il 5,7% del fatturato (di regola è il 3,6%).

È solo uno dei dati resi noti durante la presentazione dei risultati di “Viaggio nell’Italia che innova”,  iniziato dal Sole 24 Ore e Confindustria in collaborazione con EY per raccontare il mondo dell’innovazione e delle imprese. Da cui esce un’analisi molto acuta e rispondente alle peculiarità di un’area economica italiana che, pur integrata nel tessuto nazionale, mantiene delle specificità acutamente individuali.

«Nel Veneto, come in tutta Italia, c’è tutto un novero di imprese che ha affrontato questi 8 anni di crisi facendo crescere le competenze nella propria azienda, la creatività, connettendo l’azienda con il mondo, puntando sulla crescita dimensionale. Chi lo ha fatto, dalla crisi è uscito più forte di prima», ha spiegato  Andrea Bairati, direttore Innovazione ed Education di Confindustria, a metà luglio, durante la presentazione del rapporto.

Gli ha fatto eco Andrea Paliani, senior partner di EY, che ha sottolineato come questo territorio rappresenti «un’eccellenza tra le regioni italiane che con il digitale ha l’opportunità di valorizzare alcune sue caratteristiche e superare alcune criticità che ne frenano la crescita».

Fra questi c’è «la carenza di laureati in science e tecnologie, di occupati nei servizi a valore aggiunto, di scarsità di brevetti e pubblicazioni scientifiche e investimenti in ricerca e sviluppo, di infrastrutture digitali e fisiche oltre alla mancata digitalizzazione dei processi amministrativi».

Allora, avvisano gli esperti, serve un cammino comune, oltre che un comune sentire, fra vari tasselli del sistema: università, startup, imprese e società di servizi. In una regione che, insieme alla fatica, ha un’altra grande guida, quella della spinta all’individualità. Delizia e croce, però: nella sua doppia faccia di Giano bifronte, significa infatti spinta a sfidare mercati ma anche fattore che frena il necessario fare sistema.

 

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