d

La stretta del credito

La stretta del credito

L'incubo delle Pmi

 

 

 

 

È una delle vere emergenze che attraversa come un brivido le PMI. Urlata qualche volta a titoli cubitali dai giornali (sempre più spesso nell’industrioso Nord-Est), soprattutto se per testimoniare il gesto drammatico di qualche titolare d’azienda e poi lasciata nel silenzio.

A soccorrere la mancanza di ossigeno di quel tessuto che fa la vera spina dorsale dell’Italia economica interviene il  Fondo di garanzia che fa capo al ministero dello Sviluppo economico.

L’analisi degli interventi registrati nel 2011 rappresenta una fotografia chiarissima:  lo scorso anno le operazioni accolte sono aumentate del 10,3% (a quota 55.209), per un volume di finanziamenti concessi da istituti finanziari pari a 8,4 miliardi, in calo del 7,7% rispetto al 2010. Dunque aumenta il numero di interventi ma per importi medi inferiori. A comprovare che la massima parte delle richieste viene dai piccoli, artigiani in testa, con esigenze di finanziamento di cifre minori di 100mila euro. Ben il 68% del totale.

Per il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, il Fondo dovrà essere sempre di più un tassello della strategia di sostegno all'economia reale. Il decreto salva-Italia ne ha potenziato il campo di applicazione.

Ma le critiche si sono fatte sentire. Sia per le reali difficoltà di accesso al finanziamento anche da parti di chi aveva i requisiti richiesti per legge. Sia per le caratteristiche economiche dell’operazione stessa. Con un euro di dotazione del Fondo sono attivabili 19 euro di finanziamenti e circa 11 euro di garanzia.

Ma davvero bastano questi interventi per rimettere in moto gli investimenti? O non rischiano queste cifre di coprire appena il necessario per “sopravvivere”?

E torniamo al Nord-Est: i dati appena resi noti dalla Cgia di Mestre colpiscono come un pugno. Una impresa su due (precisamente il 49,6%) chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita. E pensare che il tessuto forte della nostra economia è proprio la rete delle piccole e medie imprese. Quello che sta soffrendo di più.

 

Fasoli e Fontana Srl Unipersonale
Iscrizione Registro Unico Intermediari: A000074550
L’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

Lunedì ‒ Giovedì: 08:30 ‒ 18:00
Venerdì: 08:30 ‒ 13:00

Telefono: 045 7153032
Fax: 045 7153032
email: agenzia@fasoliefontana.it
pec: fasoliefontana@pec.it

Via Alcide De Gasperi, 49
37012 Bussolengo - Verona P. Iva 01602700237